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Archeoquiz del 16 aprile: peso cubico in piombo

Peso cubico in piombo

19 aprile 2020

 #Laculturanonsiferma #iorestoacasa e partecipo all' #ArcheoQuiz

 


Il protagonista dell’ #l’ArcheoQuiz di questa settimana, pubblicato sul profilo Facebook dell'Antiquarium Arborense, è un peso cubico in piombo contrassegnato dal grafema SAMEKH dell’alfabeto fenicio, denotato nella forma arcaica a tre tratti orizzontali paralleli sovrapposti ad un’asta verticale mediana.

Il grafema samech è documentato in questa forma in Sardegna esclusivamente nell’iscrizione fenicia dell’anfora tipo 9 di Tiro (tardo IX sec. a. C.) da S’Arcu ‘e is Forros di Villanova Strisaili. E’ esclusa dall’esame autoptico effettuato nel 2011 da R. Zucca l’interpretazione del grafema come “pugnaletto ad elsa gammata”.

Fa parte di un lotto di pesi in piombo proveniente dal Sinis, frutto di un sequestro effettuato trent’anni addietro a Torregrande (Oristano), depositati presso l’Antiquarium Arborense.
Alla luce attuale degli studi, tali piombi rappresentano il più rilevante apporto al sistema ponderale fenicio della Sardegna.

L’universo fenicio presenta una variegata serie di metrologie ponderali, tutte basate sui valori dei 7 grammi; tali reperti documentano per la prima volta in Sardegna questa unità ponderale fenicia, fino ad ora sconosciuta nell’isola, nonché la rara quantità di materiali simili.
Tale dato potrebbe rapportarsi alla fiorente attività emporica di centri come Tharros, Othoca e Neapolis e, dunque, allo scambio fra i gruppi allogeni fenici o genericamente levantini e le élites sarde del Sinis.

I pesi in piombo assumono diversi valori adottati verisimilmente come pesi su una bilancia a due piatti e servire per il commercio di materiali preziosi o merci raffinate.
L’intero corpus dei segni incisi facenti parte della Collezione non contempla i citati grafemi: sono stati descritti solo dal punto di vista geometrico e suddivisi tra incisi e punzonati, ma appaiono ancora incomprensibili del loro intrinseco significato.

Sul valore delle singole lettere, varie sono le interpretazioni degli studiosi: scartata l’ipotesi di riferimenti al peso, in relazione alla varietà di pesi registrata per ogni singola lettera, ci si è orientati a riconoscere nella lettera il riferimento al poleonimo della città che garantiva il peso, ovvero al nome del proprietario o del magistrato o sovrano che aveva marcato il peso.

Gli studiosi oggi sono orientati a riconoscere nelle lettere un riferimento ad uno specifico sistema ponderale utilizzato, ma non necessariamente, con il richiamo al nome della città che avrebbe contrassegnato i pesi.


Per un approfondimento sul tema, studiato da Lucio Deriu:

https://www.academia.edu/21815113/PIOMBI_FENICI_IN_AMBITO_SARDO_E_MEDITERRANEO

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