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Gli scavi e le scoperte dell'archeologo Antonio Taramelli

16 novembre 2020

L'archeologo Antonio Taramelli e il suo contributo all'archeologia sarda sono l'oggetto dell'approfondimento che proponiamo ai visitatori 'virtuali' dell'Antiquarium Arborense: autore di 4 volumi dal titolo "Scavi e scoperte", Taramelli si distinse per la sua incomparabile attività di ricerca in diverse aree dell'isola, contribuendo a far conoscere quella archeologia sarda ancora legata alle scoperte ottocentesche del Canonico Spano e degli altri “archeologi” di questo periodo.


Nacque a Udine il 14 novembre del 1868. Laureatosi a Pavia nel 1889 e conseguito il diploma di perfezionamento alla Scuola di Archeologia di Roma, ove fu allievo di Pigorini, entrò nella amministrazione delle Antichità e Belle Arti iniziando la sua carriera come Ispettore nell’Ufficio dei Monumenti del Piemonte e della Liguria (1895-1902). Nel giugno del 1902 venne nominato direttore del Museo di Cagliari e degli Scavi di Antichità della Sardegna, e nel 1924 Soprintendente.

Fece parte del Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti, fu Accademico dei Lincei e d’Italia, membro delle più prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere e Senatore del Regno. Dal 1931 al 1934 fu professore di Archeologia all’Università di Cagliari.
Lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età nel 1933, si trasferì a Roma nel 1935, ove morì l’8 maggio del 1939.

 
Della sua incomparabile attività di ricerca e della sua vastissima produzione scientifica fanno fede i quattro volumi di Scavi e Scoperte.

Una archeologia antica da apprezzare, anche se condotta senza una vera metodologia e strategia di scavo, dove a volte i metodi di ricerca appaiono decisamente invasivi e con percentuali di distruzione oramai improponibili.
Taramelli adoperò le tecniche di indagine che molti ai giorni nostri definiscono violente, con l’uso a volte dell’esplosivo per farsi breccia tra i ruderi che non potevano essere spostati, proprio per mancanza di mezzi atti al sollevamento; ma lui, al pari dei tanti altri pionieri di tutte le professioni, si avvaleva dei mezzi dell’epoca.
 
Gli approfondimenti sull'attività di ricerca del Taramelli sul sito MuseoOristano:
1) L'archeologo Antonio Taramelli. Anno 1903: ritrovamenti a Teulada, Fordongianus, Villanova
2) L'attività di Taramelli nel 1905: grotta con resti Neolitici presso Nebida, edifici e sculture di età romana nell'area occidentale di Cagliari, tomba di giganti a Sinnai, domus de janas a Busachi
3) L'attività di Taramelli nel 1907: Giara di Gesturi
4) L'attività di Taramelli nel 1908: Giara di Gesturi e l'antica Sulcis
5) L'attività di Taramelli nel 1910: nuraghe Lugherras presso Paulilatino.
  
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